Alcune
catene di fast food, come Little Caesars o Subway stanno
introducendo negli Stati Uniti le smart cards come mezzo per
evitare i pagamenti tramite carte di credito e di debito,
riducendo i costi ed aumentando la fedeltà dei
clienti.
Secondo American Banker, "Dal punto di vista dell’adozione
delle smart card si tratta ancora di piccoli sforzi, che però
confermano il fatto come i retailers e non le banche stiano
mostrando il maggior interesse per il chip in questo
periodo".
"Se le iniziative che riguardano smart card prepagate
avranno successo, costringeranno l’industria delle carte di
credito a rivedere ciò le commissioni che anno pagare",
osserva Mike Radlovic di TranStar Systems.
Proprio l’applicazione per le smart card di TranStar è
oggetto di interesse per i ristoratori quale mezzo per
aumentare le vendite e tagliare i costi di transazione.
Questi si riducono in quanto i pagamenti sono scaricati
immediatamente sulla carta, senza bisogno di essere
autorizzati tramite una rete, e sono inviati dai terminali al
database di TranStar una volta al giorno, a un costo molto più
basso della media di 50 cents che vengono in media caricati su
ogni pagamento effettuato tramite le tradizionali carte con
banda magnetica.
"Il passaggio delle banche dalla banda magnetica al chip è
un problema completamente diverso", continua Radlovic.
Le alte commissioni di credito e i problemi legati alle
frodi hanno convinto Bill Gibson, proprietario di sei punti
vendita Subway in California, a cominciare a vendere smart
cars prepagate all’interno dei propri negozi, e attualmente ve
ne sono in circolazione circa 2000.
Sia lui che Paul Hoffmann, repsonsabile di un piccolo
Little Caesars a Manhattan, stanno utilizzando i programmi di
fidelizzazione offerti dalle loro carte prepagate TranStar,
per offrire ai propri clienti raccolte di punti per
risparmiare sui pagamenti effettuati all’interno dei negozi, o
‘carte – omaggio’ da 22 dollari al prezzo di
20.
American Banker - by Marcello Berlich